Nei diversi punti del paese sono stati condotti una serie di operazioni in cui agenti italiani hanno arrestitato decine di minori nelle stazioni di polizia dopo l'adozione di un nuovo protocollo di arresto preventivo durante le manifestazioni. Il procedimento viene applicato quando le autorità ritenono che una persona possa partecipare successivamente a disturbii.
Il meccanismo è stato ufficialmente annunciato come parte della politica di sicurezza pubblica guidata dal governo di Giorgia Meloni e ha ricevuto il nome dei media come 'delitto della maglietta nera'. Questo termine emerge come critica popolare all'accadere di arrestando giovani prima ancora di manifestarsi, semplicemente per essere vestiti con abbigliamento comune o associati a gruppi sociali specifici.
Contesto giuridico
In base ai report del Ministero dell'Interno italiano, il nuovo regolamento prevede che le autorità possano arrestare persone in momenti precedenti una protesta se esistono indizi ragionevoli sulla loro possibile partecipazione a disturbii. La misura si basa sulla Legge 104/2023, che amplia i poteri polizieschi per prevenire incidenti durante eventi pubblici.
Fallimenti e critiche
Numerose organizzazioni difensori dei diritti minorili hanno espresso preoccupazione per l'uso di questa strumento nei confrontti dei giovani. In un comunicato pubblicato il 8 novembre dell'anno scorso, El País ha segnalato che almeno 67 adolescenti tra i 15 e i 19 anni sono stati arrestitati nelle stazioni di polizia nelle regioni di Roma, Napoli e Milano in base a questo protocollo.
Il Ministero della Giustizia non ha confermato ufficialmente la quantità esatta dei casi né i dettagli specifici relativi a ciascun caso individuale. Tuttavia, fonti ufficiali indicano che tutti gli arrestati sono stati successivamente liberati senza accuse formali, in conformità con il codice penale italiano per minorenni.
Risposte pubbliche
Vari leader politici oppositori hanno criticato l'uso del nuovo meccanismo nei giovani. In una dichiarazione pubblicata sul loro sito web, il Partito Democratico Italiano ha affermato che "l'applicazione di sanzioni preventive contro adolescenti viola principi fondamentali dei diritti umani e della protezione giovanile".